… sto pensando!

Se pensi che tutto sia già stato detto, se pensi che tutto sia già stato fatto… tu pensi bene! Eccheccazzo!!!

Ricominciare

Pubblicato da radiosenna su 21 Aprile, 2008

Volevo segnalare questo articolo dal blog di tale Polimeto Sirapi (l’ho scoperto per puro caso leggendo micromega online).

Lo incollo qua sotto perchè ho visto che i links non vengono cliccati spesso, ma invito a leggerlo direttamente dal sito originale: http://polimetosirapi.blogspot.com/ ; spero di non violare alcuna norma sul diritto d’autore.

E’ molto interessante e mi trova totalmente d’accordo.

venerdì 18 aprile 2008

Ricominciare


Smaltito lo shock ora è tempo di ricostruire. Questa volta raccogliere i cocci non servirebbe a nulla, sono troppi e molti si sono irrimediabilmenti persi, ne verrebbe fuori un obbrobrio.
Oliviero Diliberto è persona seria e da me stimata, ma è tempo che torni a fare l’insegnante a tempo pieno: al termine della più disastrosa tornata elettorale che la sinistra italiana ricordi non è tollerabile ascoltare i suoi propositi di riesumazione della falce e martello, quest’ultimo ce lo siamo già dato sui coglioni a sufficienza.Voltiamo pagina, teniamoci il buon Karl Marx come un nonno al quale domandare qualche consiglio, in fondo il suo materialismo storico non è poi da buttare, ma non chiediamogli più di cambiare il mondo. Non a lui, non in suo nome e non con i suoi metodi.
Tutti a casa dunque, ecologisti a sette stelle, comunisti da salotto e comunisti con la kappa, intellighenzie di partito e operaisti incalliti, no global in voli ryanair e residuati sessantottini, disobbedienti di professione e rivoluzionari lautamente retribuiti. Grazie per averci provato ma ora possiamo fare a meno di voi, dei vostri dogmi e dei vostri no. Ce la caveremo benissimo da soli.
A casa invece non andranno i cattoriformisti alla Franceschini, i buonisti e gli inciucioni, i Veltroni e i D’Alema, i revisionisti e i neo liberal, fologorati sulla via di Washington e della realpolitik. Il PD è stato confinato in un aureo esilio in parlamento solo grazie allo spauracchio berlusconiano e a questo punto appare veramente difficile che possa contribuire a qualche causa che non sia la sua autoconservazione.Dell’armata veltroniana si è già detto e scritto molto e non credo che la sua deriva piccoloborghese meriti ulteriori approfondimenti: solo l’amara considerazione che Walter, il grande comunicatore, ha sbagliato praticamente tutto, dalla linea politica, fumosa e inconsistente, a una campagna elettorale che ricordava una gita fuori porta organizzata da qualche parrocchia di provincia, dalle candidature sulla falsariga di un reality show fino agli slogan americaneggianti e assai poco originali. Un disastro assoluto,più che di una Waterloo si è trattato di una Caporetto, una battaglia combattuta fin dal principio con la certezza di una vergognosa ritirata con la coda tra le gambe. E siamo già tutti arrocati in un’ideale linea del Piave a cercare di difenderci, consapevoli che in fondo sarebbe stata una battaglia persa anche in caso di esito elettorale differente…
La sinistra italiana è al suo anno zero, cercasi materia grigia per ricominciare.
Ancora una volta appare disarmante il confronto con i Socialisti spagnoli: nel novermbre del 2007 Zapatero ha radunato attorno a sè un’equipe di quattordici intellettuali di tutto il mondo che contribuissero alla stesura del programma e aiutassero il governo a realizzarlo. Da Nicholas Stern a Wangari Mattai, da Joseph Stiglitz a Jeremy Rifkin. Un think tank progressista composta da economisti, filosofi, giuristi, sociologi, scienziati tra i quali ben tre premi Nobel, per affrontare le tematiche del lavoro, del cambio climatico, del rapporto con il terzo mondo, della globalizzazione.Piacciano o meno ai duri e puri della lotta di classe, questi pensano, analizzano, studiano, decidono e governano senza guardare in faccia a nessuno se non al loro elettorato, hanno capito che il sol dell’avvenir è tramontato e che ora di spremersi le meningi senza rinunciare ad essere sfacciatamente di sinistra. La Spagna vola e noi ci sollazziamo nel pantano delle logiche partitiche e del provincialismo dei nostri piccoli capipopolo. A loro Rifkin e a noi il professor Ichino e la sua scorta di stato, non c’è giustizia.
La strada non può essere che questa, la sinistra ha bisogno di pensiero critico, di intellettuali veri,preparati, deve partire da una solida piattaforma di analisi del mondo per comprenderlo e cercare di cambiarlo. Comincio a pensare che la furia cieca di Grillo, la sua ansia partitocida non sia così campata in aria, ma la società civile dei mille movimenti spontani nati in questi anni in Italia non deve commettere l’errore di perseguire nella sua atomizzazione, bensì trovare una sintesi intellettuale per dar vita all’embrione della sinistra che verrà. Che dev’essere necessariamente laica, giovane, colta e disincantata. Come ho detto mille volte la parte migliore della nostra società è stata estromessa dalle istituzioni, può essere una formidabile occasione per uscire dal limbo ma a questo punto abbiamo il dovere e l’onere di provarci in prima persona, senza più deleghe nè vincoli. Siamo liberi, ora, chi ha un’idea si faccia avanti e si prepari a discuterne attorno a un tavolo. Possibilmente prima di essere ridotti alla clandestinità…
Fassino, Violante, Gentiloni e Finocchiaro, adesso per piacere abbiate la dignità di tacere. Cercate di capire che Berlusconi rappresenta alla perfezione il suo elettorato mentre voi siete solo il meno peggio cui un popolo disperato si è aggrappato per salvare almeno la dignità del proprio paese. Naufragando.
Rinchiudetevi nel loft e buttate via la chiave, non uscitene più, laciateci in pace. E’ l’ultima volta che ve lo diciamo con le buone.

Polimeto Sirapi.

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