Un dubbio e un problema :)
Pubblicato da radiosenna su 17 Aprile, 2008
Ho preferito aspettare un po’ di giorni dopo il disastro di lunedì scorso, per dire qualcosa in merito. Più che altro perchè non sarei riuscito a partorire altro che improperi e volgarità ben assortite. Oggi leggiucchiando il sito di micromega online mi ha preso per la prima volta l’irrefrenabile impulso di dire anch’io la mia stronzata sull’argomento. Gli ho lasciato un commento di 37 pagine word che nessuno mai leggerà (come al solito la capacità di sintesi è la mia qualità migliore. ), quindi ho avuto l’idea di ricopiarlo qua, proprio per voi, cari lettori affezionatissimi, nella certezza che almeno Tambourine, per accertarsi che non contenga cose passibili di denuncia, lo scrollerà fino alla fine :D

L’argomento è la scomparsa della Sinistra L’arcobaleno dal parlamento. Io non l’ho mai votata (nonostante forse sia la forza che meglio rappresenta le mie idee politiche) a volte perchè volevo fossero costretti a rinnovarsi, a volte perchè ritenevo che le priorità da portare in parlamento fossero altre. Ma il risultato di lunedì mi ha stupito ugualmente.

[ Dubbio ] : la Sinistra Arcobaleno è stata danneggiata da parecchi fattori, tra cui i più importanti sono il “voto utile” (molto pesante per un elettorato responsabilmente antiberlusconiano), la frammentazione (vedi “sinistra critica” “bene comune” “partito comunista dei lavoratori”) e una politica a mio avviso fortemente anacronistica. Quello che mi stupisce è che non sia stato PREMIATO il senso di responsabilità dimostrato negli ultimi 2 anni di governo. Sono il primo a non aver sopportato la Mastellizzazione, le finanziarie definite filoimprenditoriali (sarà veramente così?), la mancata abrogazione delle leggi vergogna, l’irrisolto conflitto d’interessi, la politica estera e cosi’ via… ma preferivo tenermi Mastella e Dini piuttosto che ritrovarmi in questa prevedibile e disastrosa situazione: da cui il mio giudizio positivo sull’operato della sinistra arcobaleno “di governo”. Non capisco quindi perché sia stata bocciata al voto proprio ora. Il risultato elettorale diventa ancor piu’ incomprensibile se paragonato a quelli ottimi ottenuti nel 2001 e nel 2006, cioè in periodi successivi alla caduta del primo Prodi (il governo più a sinistra che io possa ricordare) a causa proprio della sinistra radicale (se non ricordo male su una questione ridicola e pretestuosa come le 35 ore), che ci consegno’ a D’Alema e provoco’ la successiva deriva nel berlusconismo. Non trovo molto riscontro a questa visione dei fatti, in rete; più che altro l’esatto opposto: si accusa la Sinistra Arcobaleno di essere stata “accondiscendente” e aver tradito il proprio elettorato. Quello che io ritengo essere stato un merito.
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[ Problema ] : Non sono mai riuscito a trovare una precisa collocazione partitica, sebbene abbia delle definite idee politiche. Vorrei un partito di sinistra che dica delle cose di sinistra! Ma le vorrei sentire pronunciate con un linguaggio nuovo! Mi piacerebbe non dover piu’ sentirmi chiamare compagno e dover ascoltare “bandiera rossa” se non a carnevale durante una festa in maschera! E’ il 2008, serve una nuova analisi della società, piuttosto che una vecchia offerta politica. Cos’è oggi il proletario? Se vai a dire proletario a uno con la bancarella alla fiera, rischi di tornare a casa con le ossa rotte! Cos’è la falce, cos’è il martello?! Oggi dovremmo piuttosto disegnare un computer ed un telefonino!!! Vorrei una ridefinizione delle immagini e della terminologia, e un aggiornamento della sostanza politica! Non vorrei rischiare di apparire superficiale. L’ “immagine” di cui parlo, oltre che semplicemente “demode’ ” è anche responsabile di sottoporre tutto il mondo della sinistra (quella vera) a un giudizio storico che non ha più senso considerare. Se siamo veramente all’anno 0 della sinistra italiana, spero con tutte le mie forze che saremo capaci di creare una nuova speranza, e temo invece che un’analisi traviata del risulato elettorale possa portare a reiterare gli errori fin qua compiuti. Vi lascio con la speranza di non trovarci fra 5 anni a dover votare Partito Democratico solo per levarci dai coglioni Silvio Berlusconi ancora una volta.

18 Aprile, 2008 a 2:05 am
Io la Sinistra Arcobaleno l’ho votata al Senato. Non alla Camera (dove pensavo che lo sbarramento del 4% non fosse un problema): là sono caduto nella trappola del voto utile…
Il Governo è franato al centro e il Pd ha punito la Sinistra, rea di essere scesa talvolta in piazza ma, alla fine, fin troppo ossequiosa: la legge Biagi (che doveva essere ’superata’, secondo il biblico programma) non è stata minimamente scalfita, continuiamo a spedire per il mondo il nostro esercito, i salari son rimasti bassi, le differenze Sud-Nord son rimaste, le liberalizzazioni sono state appena accennate, il discorso sui Pacs o Dico si è arenato… Forse la Sinistra ha pagato il conto al suo elettorato proprio per questi motivi.
Fondamentalmente condivido il tuo pensiero, ma dissento sul fatto che era meglio governare con Mastella e Dini. E da ‘purista’ penso che si può anche rinunciare ad una poltrona se queste vuol dire non accantonare i propri ideali.
E’ stata una brutta batosta ma la vita continua: si può fare politica anche fuori dal Parlamento, partendo dal basso, dalle circoscrizioni, dai Comuni.
E poi il nanerottolo avrà un bel pò di gatte da pelare ed una coalizione da gestire che non mi sembra così compatta (vedremo che ne penseranno Fini e Co. del ‘federalismo fiscale’).
18 Aprile, 2008 a 6:26 pm
Ue’ Giulio, benvenuto!
Io sono perfettamente d’accordo che gli ideali vengano “prima” della poltrona, solo che in questo momento storico la paura per la crisi della nostra democrazia mi preme di più. Poi non dimentichiamo che erano passati solo 2 anni, e forse ci sarebbe stato tempo più in la per fare valere le ragioni più di sinistra, magari iniziando proprio dal contrattare la spartizione del tesoretto (che ora è nelle mani di Tremonti) alle fasce sociali. Sono d’accordo sul fatto che bisogna rimboccarsi le maniche e mettersi sotto, ma sottolineo che a mio modo di vedere una “conditio sine qua non” per ottenere risultati (e, nel mio caso, per sentirmi partecipe) è il rinnovamento radicale del nostro contesto politico.
Un bell’esempio di democrazia nuova e partecipata ce l’ha dato Rita Borsellino in Sicilia, 2 anni fa; ancora oggi sul sito Un’altra storia si ricorda il programma costruito con i cantieri sociali.
20 Aprile, 2008 a 8:15 pm
Eccomi!:-D Sono stato un po lontano dalle scene digitale, vuoi per depressione post-elettorale vuoi per scassamento di palle!
Premetto che l’indomani del risultato elettorale preso da una grossa delusione e incapacità di “fare qualcosa di utile” ho aperto un altro blog (tranquillo mauro non è un scisma:-D) è solo un nuovo spazio dove parlare “soprattutto” di politica e di sinistra.
Comunque il blog si chiama sinistraduepuntozero.wordpress.com (Sinistra 2.0) sottotitolo una frase di Pietro Nenni “Rinnovarsi o perire”! Ed è quello che a mio avviso la sinistra ha bisogno di fare…e non solo nel linguaggio. Il nome vuole VOLUTAMENTE riprendere il linguaggio “moderno” del web. Sono consapevole del fatto che non basta un nome “moderno” per avere idee moderne. Però ora c’è uno spazio dove poterle proporle e magari discuterne. Sempre nel nostro piccolo:-) Come sempre, aperto a tutti!
Non concordo con voi in merito al giudizio sull’operato della Sinistra L’arcobaleno. La SA (sinistra arcobaleno) ha perso le elezioni perchè non si è “fatta capire” dal suo elettorato! O meglio si è fatto capire meglio dall’elettorato più “borghese” e culturalmente “più preparato”, per capirci quelli che SI POSSONO PERMETTERE di leggere il giornale e di uscire il fine settimana a vedere un film o uno spettacolo a teatro. Mentre è stata poco “comprensibile” da chi (operaio, precario ecc..) non arriva alla fatidica 3 settimana.
Inutile negare che il “voto utile” è pesato parecchio, ma SA ha pagato anche i messaggi ambigui che ha lanciato durante la sua azione di governo! Con grande bravura Berlusconi prima e Veltroni ora, hanno magistralmente fatto passare la SA come il partito dei no!
Penso che la sinistra italiana abbia un grosso problema…non sa riformarsi. Sa benissimo “contro” cosa è, ma non sa proporre qualcosa “di valido, di alternativo e di sinistra”!
Proporre qualche cosa di nuovo vuol dire prendere le “vecchie idee” i “testi sacri” e rivisitarli in chiave moderna! Liberi da dogmi o reminescenze del passato (e senza salme russe:-D).
Il problema non è la falce è il martello, ci vogliono nuove idee e un nuovo linguaggio!!
21 Aprile, 2008 a 1:24 pm
In che senso non sei d’accordo? Mi sembra che tu dica esattamente le stesse cose del post :o
26 Aprile, 2008 a 3:49 pm
ne abbiamo già parlato, carissimo :)
il problema dell’essere ancora chiamato ancora “compagno” et similia di per sè è pessimo (quà da noi a Spezia sono anni che continuano a fare monumenti e a inneggiare alla Resistenza… ok, non è che mi faccia schifo, perché è stata fondamentale… ma magari proporre qualcosa di nuovo…).
però secondo me non ci voleva solo un rinnovo del “simbolo” o del “comportamento”, ma anche nelle persone (e forse a sto punto è un bene che Bertinotti lasci) e in alcune idee, che forse ora sono un pò troppo antiche. resta il fatto che ora non ho la minima idea di chi sarà il nuovo leader di questo “anno 0″ della sinistra.
comunque, a anni di distanza, continuo a chiedermi il perché di Mastella ministro…