All’origine di questo post probabilmente risiede una malsana deformazione professionale; chi studia Fisica Teorica è costretto, e sottolineo suo malgrado, ad abbandonare concetti cui si è legati indissolubilmente dai propri sensi e dalla propria esperienza logica. Lo spazio, il tempo, il concetto di causalità e non ultimo probabilmente quello di Unità e continuità della materia devono essere ridiscussi e reinterpretati, se si vuole ricercare un senso che coinvolga la totalità dei fenomeni e non un loro insieme particolare.
In pratica, l’insegnamento è questo: se vuoi capire tutto devi dubitare di tutto (anche delle cose più scontate, anche delle verità più assolute!) .
La “deformazione” consiste nell’applicare questo criterio non solo alla comprensione della realtà materiale (l’universo fisico in cui viviamo) ma anche a quella sociale.
Per esempio, una prima forma di contrapposizione che viene subito accantonata dall’esperienza è quella stato (legalità/uguaglianza) - antistato (illegalità/privilegio). I termini e le definizioni si sovrappongono e si mescolano nella realtà. Stragi impunite, leggi vergogna, corruzione, dispotismo. Non basta condividerne la costituzione, per credere nello stato. Bisogna conoscerlo profondamente, combatterne le derive, i malfunzionamenti, impegnarsi attivamente nella sua costruzione dinamica.
