Dal Lp all’Mp3
Pubblicato da marxio su 25 Novembre, 2007
Una voce calda e profonda cantava “Il testamento”, in una stanza chiusa e lontana dai genitori dove ingenui giovani pieni di speranze accrescevano la loro voglia di cambiamento.
Ormai sono trascorsi i tempi in cui il duro diamante strideva sul nero vinile di rispettabili cantautori scomparsi prematuramente, che non hanno niente a che vedere con gli inetti personaggi illustri e brillantinati d’oggi che producono musica non per trasmettere il loro messaggio e combattere il potere ma per gonfiare il loro conquibus, dimenticando l’umiltà; innegabilmente non tutti gli artisti sono della stessa razza, ci sono compositori che per fronteggiare l’avanzata delle potenti case discografiche, e forse anche per una questione d’etica, mettono a disposizione il proprio disco sulla rete come ha fatto Alessio Lega con il disco “Resistenza e Amore” insignito della Targa Tenco per la miglior “Opera Prima”.
Non tutti i musicisti distribuiscono le proprie canzoni in rete gratuitamente, quindi si hanno due possibilità, andare a comprare il disco in un negozio qualsiasi spendendo più di 20 Euro consapevoli della dubbia qualità del lavoro e che la maggior parte di quei soldi andrà nelle tasche già piene di chissà chi, oppure scaricare il contenuto dell’intero CD dalla rete.
Attraverso i software di « file sharing» (condivisione di documenti) come eMule, Kazaa e molti altri, si possono effettuare molti tipo di “download”, soprattutto quelli musicali, raramente svincolati dai diritti d’autore, il cosiddetto “copyright ©”.
Miliardi di byte vengono scaricati dalla rete, illegalmente, per questo motivo il precedente governo, con il decreto Urbani, ha stabilito delle sanzioni per chi condivide file coperti da copyright in rete attraverso reti P2P, pene veramente inaccettabili che mettono alla pari un utente che scarica della musica per piacere personale per una formazione culturale, con criminali e pirati informatici che lavorano a scopo di lucro, sanzioni che vanno dai sei mesi ai tre anni di reclusione, se questo decreto venisse attuato, come dovrebbe, nel giro di pochi giorni tutte le carceri italiane pullulerebbero di “pericolosissimi criminali” avidi di sapere, solo rei di accrescere la loro conoscenza.
Se le case discografiche volessero realmente recuperare il loro mercato rispetto a quello creatosi nella rete dovrebbero ridurre i prezzi dei Compact Disc del 50-60%, così facendo avrebbero qualche possibilità di fronteggiare l’inesorabile avanzata della rete, ma con l’avvento delle moderne tecnologie sarà ancora più difficile. Le nuove tecniche non utilizzano più i CD o supporti simili ma utilizzano i lettori Mp3, dispositivi che attraverso una memoria sono capaci di memorizzare quantità colossali di file musicali e video, come il dispositivo dell’americana Apple, l’iPod, capace di immagazzinare al suo interno160 Gb di musica quasi 40.0000 brani.
Concludo dicendo che, tutto questo movimento di dati, musica, documenti, libri elettronici può solo far bene alla società, più la disponibilità delle informazioni aumenta più una società è informata, preparata e pronta, quindi questa repressione da parte di papaveri, nei confronti di qualsiasi mezzo d’informazione è veramente ridicola, nuvole che cercano di coprire il sole, sole che è indispensabile alla vita.
