TeleGate
Pubblicato da radiosenna su 23 Novembre, 2007
Recentemente un’inchiesta del quotidiano La Repubblica ha finalmente svelato al popolo
dei telespettatori la possibilità che le notizie propinategli dalle due maggiori testate giornalistiche televisive del paese, il Tg1 e il Tg5, siano state veicolate, tramite accordi che superavano addirittura gli interessi commerciali (e quindi concorrenziali) delle singole aziende, con l’obiettivo di modellare l’opinione pubblica a fini prettamente elettorali. Quale migliore manifestazione del conflitto d’interessi! E aggiungo: ci voleva un’inchiesta, per rendersi conto del penoso stato in cui versa il giornalismo televisivo italiano?!?
Ci voleva, probabilmente, perché farà comprendere a molte persone che quando si parla di controllo dell’opinione, di servilismo giornalistico e quant’altro, non ci si riferisce a paesi del terzo mondo, a regimi totalitari o a episodi storici che nella nostra società riguardano solo il remoto passato.
I mass media sono un potentissimo mezzo di persuasione che va costantemente controllato e salvaguardato.
Costantemente, già… proprio mentre scrivevo questo post mi capita un “regalino” inaspettato dal palinsesto televisivo :) A “fagiuolo” l’intervento di Silvio Berlusconi a “Otto e mezzo” su La7, ieri sera. Vediamoci un po’ di video così, tanto per farci due risate!
- Notare innanzitutto il perfetto tempismo con cui è pianificata l’apparizione in televisione del Silvione nazionale. Perfetto per scagionarsi dalle accuse contenute nell’inchiesta de La Repubblica e rilanciare la propria figura sfruttando il recente re-styling di Forza Italia che diventa il Partito delle Libertà.
- Questo è un comizio, non è una trasmissione giornalistica. In un’intervista, il giornalista ha un ruolo attivo: pone delle domande (spesso problematiche) ed esige delle risposte. Qua invece le domande sono semplicemente degli spunti, dei pretesti per offrire la parola a Berlusconi; prova ne sia il fatto che il “presidente” parla in spezzoni di 3 – 4 minuti (a volte anche di 7) consecutivi, senza interruzioni. Questo ovviamente non è un dialogo, è un monologo, non c’è dialettica, c’è solo retorica.
- Giuliano Ferrara. Che bello vederlo così, ti si apre il cuore! Gli occhi gli luccicano, il
sorriso gli arriva sino ai lobi delle orecchie, le sopracciglia sforano le pieghe della fronte!!! E’ un uomo trasformato! “Buonasera con la rivoluzione del Predellino!!!” esordisce entusiasta come un bambino di fronte ai regali di Natale (Berlusconi è il suo regalo di Natale!) “abbiamo finalmente una situazione nuova, una repubblica delle mani libere, dopo essere stati stretti nelle coalizioni!” Fuochi d’artificio! Il meglio lo concede alla prima domanda, subito, senza suspance, sulla questione del “presunto” scandalo RAI - Mediaset. Lo liquida già nell’introduzione come argomento più caldo, ma certamente meno importante: come dire, diamogli un po’ di retta che li facciamo felici, a ‘sti birichini di giornalisti! Sui discorsi tra dirigenti televisivi, notare gli strumenti retorici: “ [i giornalisti] si telefonavano, parlavano delle notizie… ne parlavano a volte anche… in modo… così, da dare la sensazione (solo ai chi pensa male!) di volerle un po’ controllare, organizzare, coordinare (climax, dall’aggettivo più grave a quello più innocuo). Alcuni dicono che sono il solito brogliaccio della magistratura a orologeria (ormai, ne abbiamo piene le scatole di questi magistratacci cattivi!) per influire sulla lotta politica, altri, quelli di Repubblica (tutto il mondo politico e giornalistico è in subbuglio, ma secondo Ferrara, lo sono solo i giornalisti di Repubblica.) dicono che è una grande inchiesta giornalistica. Fantastica la banalizzazione dell’intero problema svolta attraverso la ridico
lizzazione di un articolo di de Benedetti, citato evidenziando le parti più estreme con tono derisorio (ma che dici Carletto, suvvia, pure te con queste fregnacce del Grande Fratello! Boom Boom!), e delegittimato ricordando al pubblico le sue simpatie politiche (“caro Veltroni ce lo metto io”). Come mai Ferrara non ha citato articoli di giornalisti di destra riguardanti la questione? Dopo aver interrotto l’intervistato per ricordare che durante il suo governo la RAI ha ottenuto “grandi profitti” (mio Dio, la RAI è semplicemente crollata, nell’audience e nei profitti, durante il governo Berlusconi) e per confermare la tesi che quando si parla al telefono si è un po’ “onirici” (al telefono non parliamo, SOGNIAMO!) , dopo aver ridicolizzato le dichiarazioni di Ezio Mauro, l’intervento più interessante è quello del minuto 17,40. Parlando del bipolarismo, introduce per l’ennesima volta l’ex premier come un “politico rivoluzionario, un imprenditore spettacolare, l’uomo che ha condotto conflitti sanguinosi, provato il dolore, che ha battuto il record di governabilità in Italia!” . Ogni tanto Silvione sussultava sulla sedia: la saliva di Giuliano Ferrara deve avere effetti simili a quelli della pasta fissan. - Ritanna Armeni. Splendida. Un esempio perfetto di eclissi dell’autore. Ma non nel senso che riesce a occultare il proprio punto di vista: proprio si occulta lei, non parla. Riesce a malapena a ricordare alla platea dell’esistenza del conflitto d’interessi, senza troppa convinzione. Lei che ha scritto per il Manifesto e L’Unità dovrebbe rappresentare il contraddittorio in questa piacevole conversazione tra amici.
- Berlusca. Anch’egli, perfetto, impeccabile, coerente a se stesso. Un mago nello spostamento della discussione su argomenti in cui è ferrato: le intercettazioni, la magistratura, la solita retorica del comunismo e della squilibrata composizione del governo.
Per i più masochisti, aggiungo il link all’apologia introduttiva di Lanfranco Pace e alla seconda parte dell’incontro. Secondo me questa trasmissione costituisce un condensato, un riassunto perfetto di tutte le tecniche di persuasione elettorale: esiste un falso contraddittorio (la Armeni), il giornalista offre all’intervistato delle argomentazioni concordate e strumentali al suo disegno politico, e aiuta a banalizzare le accuse a lui rivolte con strumenti retorici. Il tutto condito da descrizioni apologetiche del protagonista. Perfetto stile regime, mi sembrerebbe fin troppo sfrontato per risultare efficace, ma evidentemente non è così.

Le tematiche direttamente politico-elettorali (sviluppate sui telegiornali, nelle tribune politiche come Ballarò e Matrix o in semplici programmi di approfondimento come “Otto e mezzo”) sono anche quelle in cui è più evidente e individuabile la faziosità di un’opinione o la rilevanza di un’omissione. Però non sono le uniche… temi di interesse sociale che spesso vengono presentati come svincolati dal dibattito ideologico del momento, frequentemente sono carichi di rimandi politici.
Un maestro del genere, per farmi meglio capire, è Paolo Del De
bbio, con la sua trasmissione “secondo voi”, in onda su tutte e tre le reti mediaset, ogni giorno, con micro-inchieste su temi d’attualità (es. immigrazione, sicurezza, caro prezzi), supportate da piccoli sondaggi. Ora, sparlare di Paolo Del Debbio sarebbe come sparare sulla croce rossa, quindi ne faccio volentieri a meno. Chi però si trova, sfortunatamente direi, a seguire il suo programma con un minimo di occhio critico, non può non rendersi conto che le sue argomentazioni sono sempre integrate nella stessa linea di pensiero (grazie, direte, è la sua linea di pensiero) liberal-conservatore, e presentate, senza contraddittorio, con il valore euristico delle verità “scontate” (non è affatto così invece. Che il signor Del Debbio chiami qualcuno a contraddirlo!) e apparentemente “banali”, attraverso un linguaggio semplice e “familiare” alla maggior parte degli ascoltatori. Nulla di contrario acchè un “secondo voi” vada in onda: il problema è che dovrebbe intitolarsi “secondo Noi” e essere accompagnato da un contro-programma “secondo gli Altri”!
Perfino Luttazzi, a mio parere, compie recentemente lo stesso tipo di errore. Mi pare che il suo programma ormai trascenda la satira, per offrire delle argomentazioni compiute, e senza contraddittorio. Che poi la visione di Luttazzi sia pressocchè in tutto e per tutto coincidente con la mia, questi magari sono problemi miei, e li risolvo postando il monologo iniziale della prima puntata di Decameron :) La battuta iniziale costituisce un ottima conclusione per questo articolo!


23 Novembre, 2007 a 4:30 pm
Oooooooooookkei, è troppo lungo, lo so! Prometto che non mi farò prendere mai più dalla logorrea! E’ che quando c’è da sparlare di Ferrara non resisto!
23 Novembre, 2007 a 5:01 pm
Direi che l’articolo è direttamente proporzionale al personaggio! Quindi più che di articolo “lungo” parlerei di articolo “largo”;-) Con questo non vorrei fare facile umorismo su Giuliano Ferrara….ma la battute su di lui sono come le ciliegie…