Recentemente un’inchiesta del quotidiano La Repubblica ha finalmente svelato al popolo
dei telespettatori la possibilità che le notizie propinategli dalle due maggiori testate giornalistiche televisive del paese, il Tg1 e il Tg5, siano state veicolate, tramite accordi che superavano addirittura gli interessi commerciali (e quindi concorrenziali) delle singole aziende, con l’obiettivo di modellare l’opinione pubblica a fini prettamente elettorali. Quale migliore manifestazione del conflitto d’interessi! E aggiungo: ci voleva un’inchiesta, per rendersi conto del penoso stato in cui versa il giornalismo televisivo italiano?!?
Ci voleva, probabilmente, perché farà comprendere a molte persone che quando si parla di controllo dell’opinione, di servilismo giornalistico e quant’altro, non ci si riferisce a paesi del terzo mondo, a regimi totalitari o a episodi storici che nella nostra società riguardano solo il remoto passato.
I mass media sono un potentissimo mezzo di persuasione che va costantemente controllato e salvaguardato.
